Fine del mondo e Bibbia: antico testo sanscrito ci parla di guerra nucleare

Fine del mondo e Bibbia: antico testo sanscrito ci parla di guerra nucleare

La scorsa settimana sono stati trattati molti enigmi biblici, che addirittura metterebbero in discussione la natura divina del nostro Dio. Questa volta però, non sono stati analizzati dagli studiosi testi giudaici o cristiani, ma un antico poema epico in sanscrito, ovvero una lingua del ramo indoario, che ci parlerebbe di una fine del mondo, avvenuta molti secoli fa, che spazzò via buona parte della razza umana. Secondo quanto riportato dalla tradizione questo testo, che si chiama Mahabharata, è stato scritto dal saggio Vyasa, che compare anche fra i personaggi dello scritto. Il testo narrerebbe fatti accaduti nel XXXII a.C.; questo tempo si collocherebbe alla fine dell’era Dvapara-yuga, che precede la nostra.

Andiamo a vedere cosa dice il testo nel dettaglio, e perché sono in molti quelli che pensano che narri di una guerra nucleare.

Dalla Bibbia al Mahabharata

Dopo le teorie formulate da alcuni professori sulla Bibbia, che vedono la storia di Gesù copiata da quella di altre divinità, i riflettori vengono puntati sul Mahabharata, testo che chiarirebbe le dinamiche di una delle fini del mondo, avvenute sul nostro pianeta; l’Apocalisse in questione sarebbe datata 3102 a.C.. Durante la guerra descritta nel testo, vennero usate armi nucleari: ma cosa ha portato gli studiosi a formulare questa ipotesi, che all’orecchio di molti suonerà a dir poco bizzarra? Andiamo a vedere cosa ci dice il Mahabharata sull’ultima fine del mondo.

Il nucleare e la fine del mondo nel XXXII a.C.

La traduzione del testo che ci parla della fine del mondo recita così: “Un singolo proiettile, che conteneva tutta la forza dell’universo, un incandescente colonna di fumo e fiamme, luminosa quanto 10.000 soli, si elevava in tutto il suo splendore.”, poi continua dicendo, “un tuono metallico, un gigantesco messaggero di morte, che ridusse in cenere l’intera razza, i cui corpi carbonizzati divennero irriconoscibili”.

 Ma il punto più importante, che ha portato il noto sito web Disclose.tv a supporre che gli oggetti artefici del disastro fossero armi nucleari, sono i versi del testo che ci dicono che “unghie e capelli caddero, le ceramiche si ruppero senza apparente motivo e gli uccello divennero bianche, per scappare alcuni soldati si gettarono nel fiume.” tutti indizi questi, che ci fanno pensare all’uso del nucleare. Secondo gli esperti del settore per provare queste teorie, basta andare in Pakistan, dove molti siti archeologici sono radioattivi. Ma questa non è l’unica novità che ci viene portata dagli studiosi, poiché secondo molti, il Santo Graal, non sarebbe la coppa da cui Gesù bevve durante l’ultima cena.
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