L'astronomo sostiene che una nave aliena su Giove ha contattato la Terra

L’astronomo sostiene che una nave aliena su Giove ha contattato la Terra

Il direttore del dipartimento di astronomia della prestigiosa Università di Harvard, sostiene che una nave extraterrestre presente su Giove abbia contattato la Terra

Avi Loeb, direttore del dipartimento di astronomia della prestigiosa Università di Harvard, provò a elaborare un’altra teoria sull’evento: l’oggetto in questione non poteva essere un asteroide anche per le movenze insolite e la velocità molto più lenta rispetto alle stelle avvistate negli anni. Iniziò quindi a pensare che qualcosa potesse essere stato inviato da una mente superiore, magari da un’intelligenza aliena.

Insieme alla collaborazione di un giovane ricercatore del celebro polo universitario, Shmuel Bialy, arrivò a una conclusione nella rivista scientifica “The Astrophysical Journal Letters”: l’oggetto poteva essere stato inviato da una civiltà extraterrestre, un segnale degli alieni per avvertirci della loro presenza. Ma il ricercatore che per primo aveva scoperto Oumuamua, nome hawaiano che significa “primo messaggero che arriva da molto lontano”, aveva definito le conclusioni di Loeb una “selvaggia speculazione”. Così come in molti lo avevano paragonato a chi crede alla teoria della Terra piatta.

L’astronomo sostiene che una nave aliena su Giove ha contattato la Terra

Eppure, secondo quanto raccontato dal Boston Globe, in questi mesi, Loeb non sarebbe tornato in dietro e avrebbe liquidato le critiche nei suoi confronti come “stupidi pregiudizi” dettati da alcune forme di gelosia. “Quell’oggetto non si muoveva come avrebbe dovuto fare un asteroide o una cometa quando si avvicina al sole”, ha spiegato Loeb, “C’è sempre un’accelerazione, lì invece rallentò in modo incredibile”. Secondo il professore, poi, un’altra anomalia era la conformazione all’estremità e la mancanza della coda formata da gas e polvere. Loeb avrebbe quindi deciso di proseguire la sua teoria, continuando le sue ricerche: “Nell’esercito c’è un detto: se sei un bravo soldato sdraiati sul filo spinato e fai passare i tuoi compagni. Io voglio mettere il mio corpo su quel filo per aiutare gli altri scienziati”. E al New Yorker ha dichiarato: “Al prossimo avvistamento non facciamoci trovare impreparati”.

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