Stati Uniti svilupperà caschi militari che consentiranno di comunicare telepaticamente

Stati Uniti svilupperà caschi militari che consentiranno di comunicare telepaticamente

La Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA, per il suo acronimo in inglese) sta finanziando un progetto per realizzare caschi che permettano ai soldati del futuro di comunicare telepaticamente, oltre a controllare le armi e la tecnologia con le loro menti …


Il progetto si chiama MOANA (Magnetic, Optical and Acoustic Neural Access) ed è in fase di sviluppo presso la Rice University di Houston, in Texas, che ha ricevuto circa 18 milioni di dollari dalla DARPA per il finanziamento.

All’inizio, il progetto si baserà nel leggere la visione della gente e trasferirla nel cervello di qualcuno con la cecità. L’elmetto che renderà questo possibile userebbe campi luminosi e magnetici che interagiranno con i neuroni, specialmente riprogrammati nel cervello di chi li indossa.

Il risultato è un apparecchio di notevoli dimensioni che somiglia più al macchinario della Tac che a un casco, ma che in prospettiva – e nei desiderata dell’US Army – potrebbe appunto diventare un casco e permettere ai combattenti di essere partecipi di quanto vedono e sentono i loro compagni. 
 
Come vuole la tradizione, nelle neuroscienze è lo stesso ricercatore a farsi cavia e tester del proprio macchinario, che descrive come un «traduttore di volontà, non un lettore del pensiero». Niente misteri o segreti svelati, dunque, ma imposizioni del tipo “guarda”, “muoviti”, “vai” e via dicendo. Può sorprendere che tutto ciò – trasmissione radio da un casco all’altro compresa – sia considerabile più sicuro di uno sguardo o del classico gesto di puntarsi due dita verso gli occhi, ma i militari non finiscono mai di sorprendere.

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