Un satellite americano scomparso nel 1967 è tornato a trasmettere

La scomparsa e la ricomparsa di satelliti artificiali non è affatto una cosa nuova. Basta ricordare quando nel 1988, la NASA ha inspiegabilmente perso il contatto con il suo satellite Sun ed Heliospheric Observatory (SOHO). 


Altri satelliti furono originariamente lanciati per testare la capacità degli Stati Uniti di comunicare via satellite dopo che i test nucleari nel Pacifico annichilirono parti della ionosfera bloccando efficacemente le comunicazioni ad alta frequenza con i loro alleati di stanza nelle Hawaii e in Nuova Zelanda.


Potrebbe essere un eufemismo descrivere la reazione dell’astronomo Phil Williams quando gli fu detto che un segnale radio fantasma che aveva precedentemente rilevato proveniva in realtà da un satellite scomparso diversi decenni fa. 
Williams ha dichiarato a Southgate Amateur Radio News che il segnale che aveva rilevato dalla sua base di Cornwall sembrava arrivare sulla Terra ogni quattro secondi, diminuendo d’intensità per poi tornare a creare un suono stranamente ripetitivo.

Un satellite americano scomparso nel 1967 è tornato a trasmettere

In seguito fu determinato che la fluttuazione non era altro che il risultato della lunga perdita dell’orbita del satellite nel vuoto dello spazio, che aveva apportato a delle variazioni nella luce che raggiungeva i pannelli solari che, secondo la Space Page di Gunter , potrebbero nuovamente alimentare le batterie esauste di questa vecchia reliquia di 30 kg. 


Gli scienziati non sono sicuri di come il satellite continui ancora a funzionare. Lo stesso Williams ha espresso alcune incertezze sul modo in cui il satellite potrebbe continuare a trasmettere se si considera l’ambiente particolarmente rigido dello spazio e la sua tendenza a distruggere tutte le apparecchiature elettroniche.

Il mistero si infittisce con il fatto che il sistema di propulsione del satellite, costruito dal Laboratorio Lincoln del MIT e lanciato nel febbraio 1965, era completamente fallito al momento del lancio per cui si era pensato che si fosse definitivamente perso nel vuoto dello spazio quando ha smesso di trasmettere nel lontano 1967. 
Dopo aver inizialmente mancato di raggiungere l’orbita prevista, il satellite ha smesso di comunicare con la sua base per 46 lunghi anni prima che Williams scoprisse la sua improvvisa e per alcuni, allarmante ripresa operativa. 


È stupefacente pensare come gli artefatti terrestri possano operare nello spazio profondo per lunghissimi periodi di tempo per cui non dovremmo sorprenderci di rilevare prima o poi delle sonde aliene autogestite e risalenti a migliaia di anni fa. 

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